Due giganti dello sport, Luigi Capitani del rugby e Guido Junior Dalla Rosa Prati per il volo, parleranno al Panathlon della massacrante Parigi-Dakar.

Sarà una serata da non dimenticare quella di martedì prossimo al San Marco di Pontetaro. Con Luigi Capitani, già uomo record con la famiglia nel rugby e poi non contento spalla di Guido Junior Dalla Rosa Prati alla massacrante Parigi Dakar. sicuramente dalle parole ai filmati ci sarà da deliziare la vista ed ammirarli. Lo stesso Capitani,  vincitore del titolo universitario datato 1993 a Pesaro. Con l’allora presidente Matteo De Sensi, era inevitabile che ci fossero tanti futuri panathleti, a cominciare da Rinaldi per finire a Beltrami: con loro Luigi Capitani che vediamo seduto con De Sensi ed il mitico tecnico Pardies. Rileggiamo assieme i loro nomi Faroldi, Rinaldi, Borri, Massera, Beltrami, Vitali, Biondini, De Sensi e il tecnico Pardies, inoltre Bertozzi, Carutti, Bianconcini, Ferrari, Costella, Tanzi, Capitani, Mora, Balestrieri, Bucci, Banchini. Per Capitani è stato uno dei tanti successi, anche coi colori del Cus oltre al curriculum davvero d’oro in campionato e in nazionale.

Da Capitani, formato cussimo, a Guido Junior Dalla Rosa Prati che ha  conseguito il brevetto di pilota a 18 anni raggiungendo i 36 anni di attività. Pilota versatile ha partecipato a gare di volo libero e a vela, nell’85 vinse la Coppa Italia ,nel 2018 quello italiano. Nell’82 la prima trasvolata del Tirreno con un piccolo deltaplano a motore. Dal 2011 Presidente dell’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma già  titolare e amministratore del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati- Centro diagnostico Europeo e della famosa Clinica Mobile, elaborata dal medico Costa che seguiva nel mondo le gare di Moto GP e Superbike col direttore sanitario Michele Zasa. Un autotreno che si sdoppiava offrendo uno spazio di 75 metri quadrati che potevano ospitare sei fisioterapisti, 3-4 medici e un radiologo con 2.800 interventi annui: 150 per ogni week end di gare in Europa e ben 400 da parte dei fisioterapisti. Cifre aride che hanno condensato il lavoro di gente in gamba capace di valorizzare il nome di Parma nel mondo, passando, nel nostro caso, dal rugby all’automobilismo e quando occorre, come nel nostro caso, ad una massacrante gara come la Parigi-Dakar.

 

 

 

 

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