Sempre protagonisti quelli della Corsa della vita scritto da Claudio Rinaldi e Francesco Canali, col contributo del panathleta Gianfranco Beltrami ed altri : un prezioso contributo per la ricerca sulla Sla e un saturimetro per l’Ausl

Che momenti da ricordare come questo che vide protagonisti anche alcuni panathleti come Gianni Barbieri e Gianfranco Beltrami nella foto con Francesco Canali , il direttore della Gazzetta, Claudio Rinaldi e altri e che ora hanno fornito un contributo eccezionale con un apparecchio notturno per l’Ausl. un saturimetro,  nonchè 5mila euro per la ricerca sulla sla, la malattia che aveva colpito Francesco Canali. Il. professor Beltrami aveva scritto un ricordo sulla magnifica e preziosa avventura fatta con gli “spingitori” di Canali.Quando tempo fa fui arruolato come “spingitore” da Francesco Canali non avrei mai immaginato che grazie a Francesco , al suo “progetto” e alla sua “ squadra” avrei vissuto un esperienza veramente  straordinaria ,umanamente unica e impagabile.

Il Francesco Canali che avevo conosciuto anni fa era un ragazzo pieno di vita ,un vero atleta , prima giocatore ed allenatore di basket , poi podista per diletto, uno  che viveva per lo sport e credeva nei suoi valori .

Il Francesco Canali che mi aveva arruolato fra i suoi “spingitori” era un ammalato di SLA con una bella famiglia,due bambine deliziose, ma non  muoveva le gambe e le braccia ed aveva un sogno irrealizzato ,quello di partecipare ad una maratona. E  quale maratona se non New York …. il sogno di tutti i podisti.

Non ce l’aveva fatta Francesco a correre a New York con le sue gambe : la SLA , quella malattia delle energie, dei movimenti ma non della voglia di vivere e di lottare , non della volontà di rendersi utile e di stare vicino ai tanti come lui affetti da quel crudele morbo.

E così a Francesco nacque la “grande idea” : perché non correre lo stesso quella maratona, desiderio di una vita da sportivo , con le gambe e i polmoni di quattro amici ?  Seduto e immobile si.. ma pur sempre  regista, mente e anima  di un progetto che avrebbe potuto aiutare non solo  lui ma soprattutto i sempre più numerosi ammalati di SLA che avrebbero potuto essere  stimolati e spinti a non mollare mai , a  vivere la loro pur tribolata esistenza con coraggio e forza d’animo fino all’ultimo istante.

Ma la “grande idea” di Francesco non si limitava a questo, doveva essere anche una testimonianza utile all’AISLA(l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica ) oltre che  far del bene concretamente , raccogliendo fondi per la ricerca applicata alla SLA e dando supporto agli ammalati più gravi, quelli che spesso si trovano soli a lottare con le loro famiglie contro le difficoltà quotidiane, contro gli ostacoli che appaiono sempre più insormontabili quando si è soli, immobili e impotenti ma lucidi…. e a volte disperati.

Nata l’idea si è così formata la squadra,”L’AISLA RUNNING TEAM” capitanata da Francesco e formata oltre che dal sottoscritto da Claudio Rinaldi, capo redattore della Gazzetta di Parma ed eccezionale “comunicatore” del progetto e dei suoi valori, Andrea Fanfoni,unico vero esperto di corsa e di maratone ,Gianluca Manghi ((Mangone per gli amici) dal grande cuore e da sempre amico e compagno nello sport di Francesco .

Scaldati i motori: pronti via…. la macchina organizzativa si e’ messa in moto agli inizi del 2010 con incontri, riunioni, un piano di comunicazione studiato nei particolari, i primi allenamenti.

Tutto sembrava procedere per il meglio quando due grosse tegole  ci sono piombate addosso,

La prima una caduta di Francesco con una brutta frattura di tibia e perone, un ricovero d’urgenza all’Ospedale, la sala operatoria, la lunga riabilitazione.

Una lunga odissea ma anche in questa occasione il coraggio non e’ mai mancato a Francesco:era lui a dire a tutti noi : ”andiamo avanti , voi intanto allenatevi….io mi riprenderò”.

Poi la seconda : quando già erano arrivati l’iscrizione ed il pettorale per partecipare alla maratona di New York come una doccia fredda giunge il contrordine degli organizzatori. Chi non è almeno parzialmente autosufficiente e non è in grado di spingere anche per un breve periodo la sua carrozzina non può partecipare: iscrizione cancellata.

A nulla valgono le raccomandazioni dei tanti che provano a intercedere per noi : a New York non si può andare.

Ma la ruota della fortuna per una volta gira a nostro favore. Il  progetto e’ piaciuto agli americani, la potente associazione per i disabili “Achilles International “  segnala che ad Orlando a Dicembre avrà luogo il Congresso Medico Mondiale sulla SLA e che li vicino alcuni giorni prima si correrà la maratona di  West Palm Beach . Arrivano gli inviti.

Francesco potrà diventare un simbolo mondiale per gli ammalati nella lotta contro la SLA: parteciperà  prima alla maratona e poi al Congresso.

La macchina organizzativa si rimette in moto con rinnovato entusiasmo: il 5 Dicembre sarà il giorno fatidico. Si moltiplicano gli impegni e gli appuntamenti , si intensificano gli allenamenti e prosegue la preparazione sotto il sole cocente dell’estate.

Ma le emozioni non sono finite: la carrozzina che era stata appositamente preparata e che avremmo dovuto spingere per i 42 km non era il massimo della funzionalità : rigida, poco scorrevole, scomoda e “ troppo seduta “ la posizione di Francesco.

Paolo Barilla,che fin dall’inizio insieme ai suoi fratelli aveva creduto nel  progetto apprese le nostre difficoltà  ha  la splendida idea di coinvolgere Alex Zanardi e di realizzare col suo aiuto quel fantastico prototipo col quale abbiamo partecipato alla maratona : una carrozzina eccezionale ,molto maneggevole,comoda da spingere,ma soprattutto una vera “poltrona” per Francesco.

Tutta Parma e’ con noi : veniamo ricevuti da tutte le autorità cittadine  abbiamo il pieno sostegno dei “media” locali , l’entusiastico appoggio del direttore Giuliano Molossi e della Gazzetta di Parma oltre che di tantissimi Enti e Associazioni primi fra tutti il Cus Parma, il  Panathlon e il Rotary.

Che la città ci e’ veramente vicina  lo percepiamo al Teatro Regio ,pochi giorni prima di partire. “Parma canta per la SLA” è il tema di uno spettacolo musicale organizzato grazie al sostegno del Comune ,di tutti i cantanti lirici parmigiani e all’impegno di Mauro Biondini artefice dell’organizzazione della serata: ebbene in poche ore gli oltre mille posti del teatro Regio venduti a prezzi popolari  vanno a ruba.  Fantastico, non avremmo mai sperato tanto! Sono con noi quella sera tutte le autorità a partire dal Prefetto e dal Sindaco  ma anche tanti, tantissimi concittadini appassionati da quella che è ormai una favola ma soprattutto dalla vicenda umana e dal grande cuore di Francesco che anche quella sera  dal palcoscenico del teatro  Regio (pochi giorni dopo esser stato insignito sullo stesso palco del prestigioso premio nazionale “Sport e Civiltà”) riesce a dare un’altra grande lezione di umanità e a trasmettere con grande semplicità quei valori importanti della vita che hanno ispirato il suo progetto. Lo spettacolo è un trionfo del bel canto oltre che del gran cuore di Parma. Anche la stampa nazionale ormai ci segue : la Gazzetta dello Sport, Repubblica, Avvenire,Il Resto del Carlino, la Rai, Radio 24 e tante altre testate nazionali ci dedicano spazio e grande considerazione.

E finalmente arriva il grande giorno: dopo una tribolata partenza da Parma sotto la neve finalmente siamo in Florida con un tempo mite ma anche con il calore delle nostre famiglie, il supporto di un gruppo di amici e con la “ super carrozzina “ che la sera prima del via lustriamo e prepariamo come fosse un prototipo di formula uno.

E’ l’alba: comincia l’avventura. Le diverse migliaia  di podisti in attesa  del via ci applaudono mentre gli speaker ci presentano e noi raggiungiamo la nostra postazione di partenza davanti a tutti.

Decidiamo di spingere un miglio a testa: parte Andrea poi io ,quindi Claudio e da ultimo Luca che avrà anche il compito  di tagliare spingendo  il traguardo finale.

Non c’e’ tensione: ci divertiamo. Qualche battuta con gli altri concorrenti che affianchiamo, ascoltiamo gli incitamenti del pubblico  che nonostante l’aria fresca del mattino  assiepa le vie larghe davanti alle sfarzose ville di fronte  all’Oceano di West Palm Beach ma anche le strade  periferiche dei quartieri più popolari davanti ai  “flat” prefabbricati con giardinetto e staccionata  ,in puro stile americano. Non mancano gustosi siparietti , qualche costume carnevalesco, un’ assaggio di birra. Il peso della carrozzina è molto lieve, addirittura non vediamo l’ora che venga il nostro turno per spingere. Il ritmo è costante ,Francesco non smette un attimo di incitarci e di dirigerci studiando traiettorie,dando suggerimenti. Incontriamo le nostre famiglie coi bambini che ci hanno raggiunto sul percorso e che ci fanno l’applauso più lungo ,caloroso e gradito. Intanto il clima si scalda e ci avviciniamo al traguardo tutti insieme,freschi  e raggianti  .Ci specchiamo nel sorriso e nella gioia di Francesco di sua moglie e delle sue bimbe.

Ce l’abbiamo fatta :abbiamo tagliato un grande traguardo ,un traguardo che rimarrà per sempre fra quelli più belli raggiunti da tutti noi nella vita.  Grazie Francesco!

 

Gianfranco Beltrami

 

 

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