Sfida quasi…parmigiana fra Beppe Conti e Leo Turrini per il Bancarella sport 2021

Turrini con Massera, Adorni, Rinaldi e Ghiretti ad una conviviale del Club mentre Carra premiò Beppe Conti con l’Angiol d’or

Sarà una specie di…derby parmigiano quello del Bancarela sport 2021 dopo la selezione del Premio per i sei libri finalisti con un gran lavoro dell’equipe diretta da Ignazio Landi e dalla segreteria del premio con appuntamento a sabato 17 luglio a Pontremoli. Nella lista dei finalisti infatti troviamo il parmense Beppe Conti, vincitore l’anno scorso del Premio Raschi, nonchè Leo Turrini che di nome fa Leonildo e che parmigiano non è essendo nativo di Sassuolo ma con tante ramificazioni nostrane attraverso il suo lavoro e la simpatia che ha ispirato in tante manifestazioni nostrane, leggi Panathlon , Cus, il mondo delle auto dalla Ferrari a Dallara senza dimenticare la partecipazione come commentatore al Progetto Vinci la Sla col progetto di Francesco Canali di corsa in Florida che ha raccolto tra l’altro la cifra di settantamila euro che sono stati distribuiti a favore degli ammalati e alla ricerca scientifica applicata alla Sla. Insomma un altro forte protagonista del giornalismo benefico.

Beppe Conti stavolta ha raccontato le “Dolomiti da leggenda” ovvero le strade nelle quali sono nate e sviluppate le grandi sfide dei campioni del ciclismo mentre Turrini ha scelto un personaggio, anzi una famiglia che è entrata nella leggenda dello sport attraverso le figurine che partite dalla bancarelle, dei negori fai da te sono entrate nelle case dei giovani appassionati andando oltre gli oceani per ramificarsi ovunque. Un bel soggetto che Turrini ha racconto alla sua maniera, partendo dalle origini di una famiglia dalle modeste condizioni per arrivare a fatturati incredibili. A battersi contro questi due protagonisti, un nome famoso, Gigi Riva ma non si tratta dell’indimenticato calciatore bensì di un giornalista che è stato anche corrispondente di guerra nei Balcani e che fu un ottimo calciatore nelle giovanili dell’Atalanta come finalista di Coppa Italia prima di proiettarsi nel mondo del basket. Redattore capo del settimanale l’Espresso, ha raccontato la storia di un giovane senegalese, con la mente gonfia di sogni per le sue aspirazioni calcistiche, che vivrà una vera e propria odissea nella quale quale sono naufragati tanti suoi coetanei. Ecco il motivo del titolo del libro “Non dire addio ai sogni”. Per Beppe Conti un grande rivale in bicicletta, Felice Gimondi che attraverso la penna di Ildo Serantoni ha raccontato la sua vicenda sportiva e umana, dimostrando che lo sport- e le sue ramificazioni culturali- è più che mai uno strumento per elevarsi dall’anonimato. Protagonista del calcio raccontato alla Rai, ecco un nome indimenticato, Ezio Luzzi che ha fatto vivere il campionato a milioni di appassionati e che ha dato spunto al suo libro “ Tutto il calcio minuto per minuto”. Partito da un esperimento in occasione dell’Olimpiade di Roma 1960, cioè un concorso per aspiranti radiocronisti, Luzzi è diventato una delle voci storiche come Ciotti, Ameri, De Luca, tanto per citarne alcuni. Fra i sei finalisti anche un libro sul ciclismo, uno dei tredici titoli sulle due ruote in gara, scritto da una protagonista, Antonella Stelitano, che ha portato il ciclismo femminile al di sopra della facile ironia di certa gente com’è avvenuto anche nel calcio.

Come da tradizione il Premio Bruno Raschi è già stato assegnato: stavolta è andato a Carlo Cavicchi, giornalista e scrittore, già Direttore del Settimanale Autosprint per 15 anni e poi di Quattroruote sino al 2014. Per il Bancarella sport ovviamente l’ultima parola spetterà alla Grande Giuria ovvero i librai indipendenti e gli elettori designati dal Panathlon Distretto Italia che voteranno tramite scheda elettronica segreta che faranno recapitare al Notaio del Premio, Sara Rivieri. Poi il 17 luglio nella Piazza grande di Pontremoli la conta dei voti e le premiazioni.

Giorgio Gandolfi

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