Una bella chiaccherata di Stefano Pioli con il presidente Carra e Gandolfi per il libro “Lo sport è cultura”

E’ stato davvero inesauribile Stefano Pioli, amico di vecchia data di Artemio Carra ed estimatore di Giorgio Gandolfi nel raccontare la sua gioventù sui Prati Bocchi, con la mamma che portava i due fratelli in viale Piacenza per giocare a calcio dove sarebbe sorto lo stadio del baseball. Un Pioli che ha raccontato il suo peregrinare per l’Italia facendo esperienza un pò dappertutto, il suo gol alla Sanremese che procurò la promozione del Parma, i ritiri a Villar Perosa dove l’avvocato Agnelli raggiungeva la squadra il sabato pomeriggio “per fare due chiacchere” .

Gandolfi gli ha rivelato un episodio inedito cioè di quando l’avucat licenziò l’allenatore banconero anticipandolo al giornalista Franco Costa di Stampa sera. La squadra arrivò a Caselle trovando il giornale e la notizia nelle edicole. Il suo ovviamente è stato un grande ricordo di Agnelli,come di Boniperti e del suo compagno di squadra, Gabriele Pin. Dai Prati Bocchi  a San Siro, la qualificazione in Champions, sempre seguito dai 12 esperti dell’ufficio stampa e dalla brava giornalista che lo presiede Al che Gandolfi ha scherzosamente commentato: ” Dovevo essere molto bravo a fare tutto da solo, dalla rivista, alle informazioni per Pastorello che voleva sempre sapere tutto sugli arbitri eccetera eccetera”.

Nella foto la Juventus del Trap con Pioli e Pin. Stagione 85-86 nell’ esclusiva di Salvatore Giglio per il libro del Panathlon: in alto Scirea, Platini, Cabrini, Serena, Pacione, Laudrup, Pioli

In mezzo Trapattoni, Caricola, Pin, Bodoni, Tacconi, Graziani Bonini, Favero, Bizzotto,

Seduti De Maria, Mauro Bonetti II°, Brio, Manfredonia, Briaschi,  Remino.

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