Parma come la vedo io

Parma. Non so se sia davvero la piccola Parigi, ma sicuramente è una città appagante per la vista, con i suoi scorci ricchi di storia popolare, La Parma il nostro “fiume” che la attraversa mostrando in ogni stagione i suoi umori, i suoi tramonti, il suo passato. Una città dai forti contrasti (fasti del passato e degrado attuale, magnificenza e torpore): per questo abbiamo chiesto ad un gruppo di fotografi appassionati di raccontarci la nostra città come la vedono loro.
“Parma come la vedi Tu”. Bastano pochi clicK…

Parma come la vedi Tu, è un’idea di Paolo Sandri e Marina Lazzini della Ditta Lazzini per la Profumeria Gianfranca. La realizzazione del progetto che con il ricavato delle vendite consentirà una donazione per l’Ospedele dei Bambini si rivolge a tutte le persone che vogliono ricordare o rivedere la città di Parma agli appassionati di fotografia che vogliono con l’acquisto di questo libro contribuire a tal fine. Non è un catalogo fotografico, non è pubblicità, ma è un ricordo della nostro mondo tra il recente passato e la contemporaneità, una visione particolare di scorci e situazioni in parte inedite pronte da confrontare con la nostra percezione.
Un grande occhio per la memoria, per fortuna oppure no dipende dai punti di vista, è il telefonino che ci permette di registrare tutti i momenti che vogliamo della nostra esistenza con la l’impulso frenetico di appropriarsi della cosa scattata.
Anche se sta accadendo qualcosa ed è sotto gli occhi di tutti, le nuove tecnologie così importanti e veloci uniformano i risultati, grandi quantità di immagini a disposizione di tutti, tutte uguali, tutti fotografi e tutti bravi, nessuno se ne rende conto. Sta accadendo che tutti hanno scambiato le fotocamere dei loro cellulari in macchine fotografiche vere. Le campagne pubblicitarie i produttori di smartphone magnificano le doti delle applicazioni digitali e degli obiettivi dei telefonini. Parlano di pixel, aggiungono stabilizzatori, citano l’alta definizione. Gli utenti leggono, provano, e ne sono felici.

In effetti le foto scattate dai Galaxy e dagli iPhone sembrano incredibili. Le applicazioni digitali permettono di correggere, saturano i colori, aumentano persino la nitidezza.
Questa globalizzazione dello scatto come sempre permetterà ai talentuosi di emergere ridando all’Arte della Fotografia tutta la sua grandezza che richiede concentrazione, capacità di cogliere l’istante, di trasferite un messaggio o un’emozione.
Allora abbiamo chiesto questo ai nostri fotografi non professionisti, di usare una vera macchina fotografica e di raccontare qualcosa della nostra città, con fotografie di strada, con scatti che possano trasferire un messaggio o mostrare cose che non avevano mai visto o compreso. Scattare con passione di valutare l’inquadratura con emozione. Da qui il risultato che ai miei occhi è ricco di empatia e di entusiasmo. Tutte o quasi le foto sono scattate con macchine fotografiche solo poche con i telefonini (e-reader).
Il risultato che abbiamo ottenuto è questa raccolta di immagini che narra Parma dei sui Borghi, Parma dai tratti mutevoli, quella delle opere d’arte e quella dei mostri. Parma che cambia.
Là fuori c’è una quantità infinita di possibilità di fare foto di strada epiche. Bisogna solo cercarle.
Entro 3 anni, catturare immagini del genere potrebbe essere impossibile quando quasi tutti useranno gli e-reader o i loro telefoni
Quest’idea rende questo libro ancora più affascinante. Almeno per me.
Un grande ringraziamento a tutti i partecipanti, fotografi, grafici, tutors e patrocinatori.

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